Pratiche 462/01 ARPA E INAIL (ex ISPESL)

Se la tua lunghissima lista di amici e conoscenti ti ha dato altrettante risposte diverse su cosa fare riguardo al controllo del dispersore di terra nella tua attività. Ti hanno lasciato con molti più dubbi di prima, allora queste rigo possono farti chiarezza per capire cosa fare e quali sono i semplci obblighi che ogni il datore di lavore ha per rendere il suo impianto di protezione di terra omologato ed a norma.

Il Circuito di protezione di terra

Per prima devi comprendere che il dispersore di terra non è altro che un componente dell’impianto di protezione di terra, questi ha la caratteristica di proteggere le persone da una scossa elettrica quando su una macchina elettrica (Elettropompa, condizionatore, lavatrice, frigorifero, apparecchi illuminanti ecc.) subiscono un guasto di isolamento. In questo caso gli apparecchi elettrici possono mettere in tensione la la loro stessa struttura elettrica cioè il suo involucro metallico che viene chiamato massa. Bene, è in questo momento che il circuito di protezione di terra interviene (se c’è ed è ben funzionante), la massa, collegata elettricamente all’impianto di terra (con un conduttore avente l’isolamento di colore giallo/verde) permette alla corrente elettrica di giungere al dispersore di terra, che chiudendo l’anello di guasto o fa intervenire le protezioni differenziali (il salvavita sempre se c’è) o porta le masse delle apparecchiature al potenziale di terra non permettendo all’ignaro avventore di prendere una sonora scossa elettrica. Tutto ciò prevede non solo che tutti questi componenti esistano ma che siano ben funzionanti in quanto essi intervengono solo in caso di guasto proteggendo le vite umane. Nello specifico, la caratteristica del dispersore è ovviamente quella di disperdere. Se il dispersore non disperde non è un dispersore ma è solo un chiodo (grosso) piantato nel terreno e ce ne accorgiamo solo al momento della scossa.
Bene, ora le condizioni sono due: 1) Se non sei un datore di lavoro è sufficiente che al momento della realizzazione dell’impianto chiami un istallatore qualificato ed oltre a chiedergli di realizzarti il tuo impianto di energia gli fai realizzare anche un buon impianto di protezione di terra (ma questo l’installatore lo sa già), inotre alla fine dei lavori (ma è meglio che lo si faccia prima) misuri la resistenza di terra del dispersore in modo da essere sicuri che il dispersore sia efficiente. Ricordati, non basta che ci sia! Alla fine dei lavori l’istallatore ti rilascia il certificato di conformità e tutti vissero felici e contenti ….ma sino a quando? Questo è un altro argomento che vedremo in un altra occasione. 2) Se sei un datore di lavoro, dopo aver fattu quello che è indicato al punto 1 è necessario: a) compilare la domanda di omologazione dell’impianto di terra in duplice copia b) effettuare un versamento di 30,00 Euro sul c.c 73629008 intestato all’INAIL EX ISPESL con la causale D.M. 7/7/2005 codice tariffa 6450 c) Inviare la domanda di omologazione con allegato il Certificato di conformità all’ ARPA ed all’INAIL (Ex ISPESL) di competenza allegando a quest’ultima una copia del versamento tutto ciò deve essere effettuato entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, in questo modo l’impianto di terra verrà omologato. d) Inoltre il D.M.DPR 462/01 prescrive che il datore di lavoro deve effettuare regolare manutenzione dell’impianto elettrico e sottoporlo a verifica da parte di  ASL o ARPA o altri organismi individuati dal Ministero delle attività produttive con periodicità pari a 5 anni oppure ogni 2 anni se l’impianto è stato realizzato a servizio di: - Un Cantiere edile - Un locale ad uso medico - Un luogo a maggior rischio in caso di incendio

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